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Plenus Bianco 2015
Azienda Agricola Marina Palusci
Terroir, parcella e vitigno
Il Plenus 2015 nasce nelle terre vive d'Abruzzo, a Montepulciano d'Abruzzo, dove il vitigno Pecorino trova un'espressione singolare. Su terreni argilloso-calcarei, questa varietà autoctona dispiega una materia generosa, sostenuta dall'energia minerale del terroir. È un vino di luogo, plasmato dalle curve delle colline italiane e dalla mano discreta delle squadre dell'Azienda Marina Palusci.
Metodi colturali
Qui, la vite cresce liberamente, senza concimi chimici né prodotti di sintesi. Massimiliano D'Addario coltiva con pazienza e convinzione, nel rispetto totale del vivente. La vendemmia, condotta con cura, è seguita da una vinificazione il più naturale possibile: fermentazione spontanea, affinamento prolungato di oltre dodici mesi, nessun'aggiunta di solfiti in nessun momento. Il vino viene imbottigliato con un tappo a vite, scelta pragmatica per preservarne la brillantezza originale.
Degustazione & abbinamenti
Nel bicchiere, il Plenus 2015 rivela una tavolozza aromatica tanto ricca quanto sfumata: pesca bianca, timo fresco, pepe bianco, agrumi canditi, mela cotogna, mandorla tostata, e un tocco brioche che tradisce la sua evoluzione lenta e aggraziata. Il palato è ampio, vibrante, attraversato da un'acidità vivace e una mineralità affumicata, come un soffio di roccia calda. Un vino bianco naturale espressivo, elegante e un po' indisciplinato, ideale per gli amanti dei vini dal carattere libero. Accompagna a meraviglia un pollame succoso, formaggi stagionati o frutti di mare iodati. Da gustare tra i 10 e i 12 °C, o da dimenticare in cantina ancora per qualche anno.
Senzaniente Cerasuolo Rosé 2023
Azienda Agricola Marina Palusci
Terroir, parcella e vitigno
Il Senzaniente Cerasuolo 2023 proviene dai generosi colli abruzzesi, dove il Montepulciano si esprime qui nella sua versione rosata, detta Cerasuolo. Su terreni argillosi-calcarei ben drenati, questo vitigno iconico dà vita a un vino fruttato e vibrante, radicato nella tradizione contadina italiana. Il nome "Cerasuolo" – letteralmente "ciliegia" – annuncia già il colore, tra golosità e freschezza.
Metodi colturali
Nella tenuta Marina Palusci, la vigna è coltivata in agricoltura naturale, con un impegno totale: nessun input chimico, nessun solfito aggiunto. Il vino nasce da fermentazioni spontanee, senza intervento tecnico, in un approccio artigianale puro. È un vino libero, nato dal vivente, dove nulla è mascherato, nulla è forzato.
Degustazione e abbinamenti
Con il suo colore rosa intenso, quasi rubino chiaro, il Senzaniente Cerasuolo 2023 seduce subito. Il naso evoca frutti rossi croccanti – ciliegia, fragola, amarena – con un tocco leggero e allegro di caramella acidula. In bocca, è un vino ultra-digeribile, succoso, leggero, di notevole bevibilità. Il suo profilo diretto e fresco lo rende una meraviglia per l'aperitivo, ma anche un compagno naturale per gli antipasti, una pizza napoletana, o pesce crudo alla giapponese. Un rosé naturale irresistibile, accessibile e allegro, che piacerà a tutti, anche ai non iniziati. Da servire fresco, per un puro momento di piacere estivo.
Nelle selvagge colline abruzzesi, l'Azienda Agricola Marina Palusci incarna una storia familiare profondamente radicata. Fondata dal nonno di Massimiliano D'Addario, si è inizialmente dedicata alla coltivazione dell'olivo, un pilastro che rimane essenziale ancora oggi. L'azienda familiare, impegnata nell'olivicoltura da quattro generazioni, produce oli extravergine d'oliva della più alta qualità, da monocultivar locali coltivate nel comune di Pianella. Vi state chiedendo chi sia Marina Palusci in tutto questo? È la mamma di Massimiliano: ha scelto di dare il suo nome all'azienda in suo onore, e in omaggio alla forza delle radici familiari.
Come vuole la tradizione locale, alcuni filari di vite erano sempre riservati al vino della casa — un vino semplice, fatto per la condivisione. È accanto al nonno che Massimiliano ha imparato, con gesti e silenzi, a fare il vino. Una scuola contadina, istintiva, che non ha mai abbandonato. Per lui, l'olio d'oliva è il lavoro; il vino è la passione.
Dal 2009, questa passione si è concretizzata nella produzione di vino naturale, con le prime immissioni sul mercato che hanno immediatamente sedotto i critici del settore. L'azienda si estende oggi su una ventina di ettari, principalmente dedicati all'uliveto storico. Una quindicina di ettari sono stati piantati da Massimiliano, di cui sette dedicati alla vigna. Su questi sette ettari, solo tre sono attualmente vinificati. Montepulciano, Pecorino, Passerina e Moscato Rosa vi sono coltivati su quattro parcelle distinte, ognuna dando vita a una cuvée monovitigno che riflette fedelmente la sua origine.
Il vigneto beneficia del clima mediterraneo e dei terreni argilloso-calcarei tipici dell'Abruzzo, a pochi passi dalle montagne. Questa diversità geografica e climatica permette una bella escursione termica, propizia allo sviluppo aromatico delle uve. I vini mirano a restituire le specificità di ogni parcella, in una lettura fine e rispettosa del terroir.
Qui, la terra è rispettata nella sua vitalità. Massimiliano coltiva le sue vigne in agricoltura biologica, senza ricorrere ad alcun prodotto chimico. Vengono usati solo rame e zolfo, con parsimonia. Il lavoro segue i ritmi naturali, senza artifici né compromessi. L'azienda è membro dell'associazione "Vins S.A.I.N.S." — acronimo di "Sans Aucun Intrant Ni Sulfites ajoutés" (Senza alcun apporto né solfiti aggiunti) — che raggruppa viticoltori impegnati a produrre vini vivi, senza alcun intervento enologico né aggiunta di solfiti, dal piede della vite fino all'imbottigliamento.
La filosofia del "nient'altro che uva" prosegue in cantina. I vini sono elaborati senza solfiti, senza alcun additivo, per fermentazione spontanea grazie ai lieviti indigeni. Nessuna filtrazione, né collaggio, né stabilizzazione viene praticata. Ogni cuvée nasce nell'intimità della cantina, ascoltando l'uva, in un approccio artigianale che prolunga la tradizione familiare.
Vini sinceri, liberi, radicati, a immagine di chi li produce. Vivaci, pieni di carattere, raccontano la loro terra d'origine con accuratezza ed emozione. All'azienda Marina Palusci, non si fa vino per seguire una moda, ma per condividere un gesto, una storia, una verità.