vitigno Chenin Blanc

Una storia antica, intimamente legata alla Loira

Il vitigno Chenin Blanc è uno dei più antichi della Loira. Le sue origini risalgono probabilmente al IX secolo, quando era coltivato nelle abbazie della Touraine con il nome di Plant d'Anjou o Pineau de la Loire. Si attribuisce all'abate Breton del monastero di Glanfeuil la sua introduzione e diffusione nella regione dell'Angiò e di Saumur. Fu solo nel XVI secolo che lo chenin ebbe un vero e proprio sviluppo, in particolare grazie al sostegno dei monaci e delle signorie locali che già apprezzavano i suoi vini bianchi rinomati per la loro longevità e finezza.

Da allora, il vino bianco Chenin si è affermato come un vitigno emblematico della Francia vitivinicola. Nella Loira, e in particolare in Touraine, ha plasmato l'identità di grandi vigneti come Vouvray, Montlouis-sur-Loire, Anjou, Saumur e Coteaux-du-Layon. Queste tenute continuano ancora oggi a produrre alcuni dei vini bianchi secchi e liquorosi più ricercati, bottiglie che gli appassionati amano scoprire e gustare nel corso degli anni.

Un'espansione oltre la Francia

Se la Francia rimane la patria indiscussa dello chenin, questo vitigno si è diffuso anche in altri paesi. Il Sudafrica ne ha fatto il suo vitigno di punta, con il nome di Steen. Oggi copre quasi il 20% dei vigneti e permette di produrre sia vini bianchi secchi vibranti che dolci concentrati. Si trova anche in Nuova Zelanda, Australia, California e Argentina. In ciascuno di questi paesi, il vino bianco chenin conserva la sua acidità naturale, pur sapendo offrire agli appassionati una ricchezza aromatica che ne fa il suo fascino universale.

Sinonimi e denominazioni regionali

Lo chenin è conosciuto con diversi nomi a seconda delle regioni e delle tenute. In Angiò o in Touraine, spesso conserva il nome di Pineau de la Loire; in Sudafrica, diventa Steen. In alcuni testi antichi, si ritrova ancora la menzione Plant d'Anjou. Queste denominazioni riflettono la diversità di questo vitigno, che sa dare stili diversi a seconda dei terroir.

Descrizione fisica del vitigno

Il vitigno Chenin Blanc si riconosce per le sue foglie larghe e leggermente goffrate, e per i suoi grappoli conici, compatti, di medie dimensioni. Le bacche rotonde, dorate a maturazione, possiedono una polpa succosa e ricca, ideale per produrre vini bianchi di grande complessità. Nelle migliori annate, la bacca può essere marcata dalla botrite nobile, che concentra zuccheri e aromi e permette di ottenere vini liquorosi fini, ampi e interminabili al palato.

Peculiarità viticole ed esigenze dello Chenin Blanc

Lo chenin è un vitigno esigente, a maturazione tardiva. La sua grande forza è la sua acidità naturale, che permette di produrre vini bianchi secchi, morbidi o spumanti di grande longevità. Ma questa stessa acidità richiede una gestione precisa della vigna, e ogni tenuta deve saper utilizzare il suo terroir per trarne il meglio.

È sensibile alle malattie crittogamiche, ma quando è ben lavorato, sa offrire uve concentrate ed espressive, capaci di dare vini profondi e memorabili.

Una palette aromatica infinita

Ciò che rende famoso il vino bianco chenin è la ricchezza delle sue note aromatiche. I vini giovani esprimono profumi di mela verde, pera, mela cotogna e agrumi. Il naso evolve poi verso il miele, la cera, la frutta secca e i fiori bianchi. Al palato, lo chenin secco è dritto, teso e minerale, mentre i liquorosi, ampi e soavi, sviluppano note di albicocca candita e spezie.

Ogni tenuta, ogni regione e ogni paese sanno così offrire al vitigno Chenin Blanc una particolare firma aromatica, il che spiega perché gli appassionati amano scoprirlo e gustarlo nel corso degli anni.

Stili di vini e diversità delle espressioni

Il vitigno Chenin Blanc è senza dubbio uno dei più versatili. A seconda della maturazione e delle scelte di vinificazione, può produrre:

Vini bianchi secchi dritti, cristallini e precisi, perfetti da gustare giovani.

Semi-secchi, dove una nota di dolcezza equilibra l'acidità.

Vini liquorosi leggendari, che ogni bottiglia fa brillare per la sua intensità e il suo finale interminabile.

Spumanti fini ed eleganti, che si amano scoprire durante una degustazione.

Questa diversità spiega perché il vino bianco chenin è così apprezzato su ogni sito specializzato nella selezione di vini bianchi, sia in Francia che in altri paesi.

Potenziale di invecchiamento e abbinamenti cibo-vino

I vini bianchi secchi di chenin possono essere bevuti giovani, ma alcuni raggiungono il loro apice dopo 10 o 20 anni. I vini liquorosi, invece, si conservano per diversi decenni. La ricchezza aromatica, la precisione del naso e la lunghezza al palato li rendono bottiglie eccezionali.

In gastronomia, gli abbinamenti cibo-vino sono innumerevoli: frutti di mare, pesce pregiato, formaggi di capra della Touraine, cucina asiatica speziata o foie gras. Lo chenin secco sa sempre offrire abbinamenti riusciti.

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