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La Coste Rouge 2010
Azienda Le Coste

La Coste Rouge 2010

€110,00

Magnum Munjebel Rosso 2015
Frank Cornelissen

Magnum Munjebel Rosso 2015

€132,50

Filagnotti Gavi Blanc 2007
Stefano Bellotti

Filagnotti Gavi Blanc 2007

€48,90

Plenus Blanc 2015
Azienda Agricola Marina Palusci

Plenus Blanc 2015

€18,50

Vino Bianco 2022
Azienda Corvagialla

Vino Bianco 2022

€20,50

Vino Rosato Rosé 2021
Azienda Corvagialla

Vino Rosato Rosé 2021

€23,50

Magnum Munjebel MC Rosso 2013
Frank Cornelissen

Magnum Munjebel MC Rosso 2013

€230,00

Réhoboam Contadino Rosso 2016
Frank Cornelissen

Réhoboam Contadino Rosso 2016

€283,50

Magnum Rosso 2011
Azienda Le Coste

Magnum Rosso 2011

€105,00

Il Coste Blanc 2010
Azienda Le Coste

Il Coste Blanc 2010

€89,00

Magnum Munjebel VA Rosso 2013
Frank Cornelissen

Magnum Munjebel VA Rosso 2013

€227,00

Cloé Rosé 2017
Abbazia San Giorgio

Cloé Rosé 2017

€48,00

Vino Rosso Poggio Pastene Rosso 2014
Azienda Corvagialla

Vino Rosso Poggio Pastene Rosso 2014

€44,40

Susucaru Rosso Rouge 2024
Frank Cornelissen

Susucaru Rosso Rouge 2024

€24,90

Munjebel VA Bianco 2021
Frank Cornelissen

Munjebel VA Bianco 2021

€82,80

Munjebel PA Rosso 2021
Frank Cornelissen

Munjebel PA Rosso 2021

€82,80

Munjebel FM Rosso 2020
Frank Cornelissen

Munjebel FM Rosso 2020

€89,25

Munjebel CR Rosso 2020
Frank Cornelissen

Munjebel CR Rosso 2020

€89,25

Munjebel CD Rosso 2020
Frank Cornelissen

Munjebel CD Rosso 2020

€89,25

Vino Rosso 2017
Azienda Corvagialla

Vino Rosso 2017

€29,00

Posizione e importanza del vigneto italiano

Situata nel cuore del Mediterraneo, tra il 35° e il 47° parallelo nord, l'Italia si estende come uno stivale tra le Alpi a nord e i mari Adriatico, Tirreno e Ionio a sud. Con circa 702.000 ettari di vigneti (2021), l'Italia è uno dei maggiori produttori di vino al mondo, spesso al vertice della classifica, insieme a Francia e Spagna. Ogni regione, dalle montagne del Piemonte alle assolate pianure della Sicilia, coltiva la vite, rendendo il vino un pilastro dell'identità culturale ed economica italiana.

Un patrimonio millenario: la storia della viticoltura italiana: i primi passi: gli Etruschi e i Romani. La viticoltura italiana affonda le sue radici nell'antichità, con gli Etruschi che, già nel IX secolo a.C., coltivavano la vite. Dal I secolo a.C., coltivarono la vite in Toscana e oltre. La loro competenza fu arricchita dai Greci, che colonizzarono la parte meridionale della penisola e la Sicilia, dando vita a una vera e propria cultura vitivinicola. Sotto il dominio romano (III secolo a.C. - V secolo d.C.), il vino divenne un pilastro della società. I ​​Romani svilupparono tecniche vitivinicole avanzate e diffusero la viticoltura in tutto l'Impero. Il vino, allora spesso aromatizzato o mescolato con acqua, era una bevanda quotidiana, consumata sia dalle élite che dalla gente comune.

Medioevo: Ritirata e Resilienza

Dopo la caduta di Roma, l'Italia politicamente frammentata vide la sua viticoltura ripiegare sulla produzione locale. Città mercantili come Venezia e Genova prosperarono grazie al commercio di vini dolci greci, ma questo non giovò molto ai vigneti italiani. Eppure, in alcune regioni come la Toscana, la viticoltura rimase fiorente, sostenuta da famiglie influenti e dalla Chiesa cattolica.

Rinascimento: La rinascita locale

Nei secoli XV e XVI, l'Italia cercò di compensare la perdita dei vini greci sviluppando i propri vigneti. Venezia investì in regioni come la Valpolicella e il Soave, mentre la Toscana produceva vini come il Chianti. Questa rinascita, tuttavia, rimase limitata, poiché i conflitti interni e l'assenza di un potere centrale ostacolarono una vera modernizzazione.

Epoca moderna e contemporanea: dalla crisi al Rinascimento

Il XIX secolo segnò una svolta con l'Unità d'Italia nel 1861. Personaggi come il Barone Ricasoli modernizzarono la produzione in regioni chiave come il Chianti. Ma le crisi della fillossera e le guerre mondiali rallentarono questo progresso. Nel XX secolo, l'Italia, principale esportatrice mondiale di vini di fascia bassa, subì una rivoluzione qualitativa grazie all'introduzione delle denominazioni DOC (1963) e IGT (1992), promuovendo la diversità e l'innovazione.

Clima e terreni: i segreti dei vini italiani Clima: una diversità favorevole

Il clima italiano varia dal nord alpino, con inverni freddi ed estati calde, alle regioni meridionali soleggiate, influenzate dal Mediterraneo. Queste differenze climatiche permettono la coltivazione di un'incredibile varietà di vitigni, dai rossi tannici del Piemonte ai bianchi freschi del Veneto, fino ai vini caldi della Sicilia.

Terreni: Una tavolozza di terroir

La geologia italiana offre una ricca diversità di terreni: vulcanici intorno all'Etna, calcarei in Toscana, alluvionali nella pianura padana e scistosi in zone come le Cinque Terre. Ogni terroir porta con sé il suo carattere unico, producendo vini iconici come il Barolo, l'Amarone e il Brunello di Montalcino.

Alla scoperta dei vitigni: Un viaggio nel cuore della vite

Il mondo del vino è ricco di vitigni unici, ognuno dei quali riflette il terroir in cui prospera. Sebbene l'Italia sia la patria di molti vitigni, alcuni hanno origini diverse. Ecco una panoramica di questi vitigni, sia locali che adottati, e dei sapori che portano nei nostri calici.

Varietà di uve bianche

Le varietà di uve bianche producono vini freschi e aromatici, perfetti per chi ama la leggerezza. In Campania, la Falanghina si distingue per la sua mineralità e i suoi aromi di frutta gialla e fiori delicati, ideali per i piatti mediterranei. In Sicilia, l'Insolia (o Ansonica) seduce con i suoi aromi di nocciola e la bassa acidità, abbinandosi meravigliosamente a crostacei e risotti.

Il Trebbiano, noto in Francia come Ugni Blanc, è uno dei vitigni più coltivati ​​al mondo. Produce vini bianchi secchi e freschi, con note di limone e minerali. Il Carricante, tipico dei terreni vulcanici dell'Etna, conferisce aromi di agrumi e fiori bianchi, mentre la Minnella, un raro vitigno siciliano, affascina con le sue note di agrumi e frutta bianca.

Il Procanico, coltivato principalmente in Umbria, è considerato una variante più nobile del Trebbiano Toscano. I suoi vini fini ed eleganti rivelano una sottile freschezza, ideale per abbinamenti con piatti leggeri.

Vitamine più aromatiche come lo Zibibbo, della famiglia dei Moscati, producono vini bianchi seducenti con aromi di spezie, erbe aromatiche e frutta tropicale. Infine, il Grechetto, eredità degli antichi Greci, è apprezzato per i suoi vini bianchi corposi, perfetti con salse o formaggi.

Varietà rosse leggere e fruttate

I rossi leggeri e corposi offrono vini accessibili e freschi. Il Ciliegiolo, ampiamente coltivato in Toscana, seduce con i suoi aromi semplici e fruttati, ideali per gli aperitivi. Il Grignolino, piemontese, offre vini rossi vivaci e leggeri, perfetti per le occasioni informali.

La Freisa, anch'essa piemontese, produce vini rossi giovani, a volte spumanti, caratterizzati da tannini decisi e una splendida espressività. In uvaggio, aggiunge struttura e carattere, ma può anche essere vinificata per l'invecchiamento.

La Bonarda, versatile e fruttata, è apprezzata per i suoi aromi di frutti rossi e il colore rubino brillante. Ideale servita leggermente fresca in estate, si adatta a una varietà di stili, dai rossi leggeri alle cuvée più strutturate, e si abbina brillantemente a piatti ricchi e speziati.

Varietà rosse potenti e complesse

Le varietà rosse più intense producono vini strutturati e profondi. Il Sangiovese, emblema della Toscana, produce vini rossi iconici come il Chianti e il Brunello di Montalcino, con i loro aromi di ciliegia, prugna ed erbe aromatiche essiccate. Spesso in uvaggio con il Canaiolo, ne guadagna in dolcezza e rotondità.

Il Nerello Mascalese, nobile vitigno dell'Etna, produce vini rossi eleganti e complessi, spesso abbinato al Nerello Cappuccio, che aggiunge profondità e ricchezza. In Abruzzo, il Montepulciano si distingue per i suoi ricchi aromi di mandorle, spezie e confettura, e per i suoi tannini setosi.

Originario di Bordeaux ma ampiamente coltivato in Italia, il Merlot è apprezzato per i suoi tannini morbidi e gli aromi di ciliegia, ribes nero, prugna e cioccolato, sia vinificato in purezza che in blend.

La Barbera, emblema del Piemonte, produce vini rossi vibranti con note di ciliegia e un'acidità rinfrescante. Per quanto riguarda il Colorino, viene spesso utilizzato per esaltare il colore e la struttura di uvaggi come il Chianti.

Infine, l'Alicante Bouschet, un vitigno teinturier originario della Francia ma coltivato in Italia, si distingue per il suo colore rosso intenso e per i suoi aromi di frutti di bosco e cacao, che offrono una potenza visiva e gustativa unica.

Varietà di uve aromatiche e dolci

Le varietà di uve aromatiche incantano con i loro aromi espressivi. Il Moscato Bianco, famoso per le sue note di pesca, salvia e muschio, risplende nei vini dolci o spumanti come il Moscato d'Asti. La Malvasia, disponibile in diverse tipologie, produce vini ricchi con aromi di frutta matura e miele, bilanciati da una piacevole acidità.

La Malvasia di Candia Aromatica, tipica dell'Emilia-Romagna, è rinomata per i suoi intensi aromi di moscato, frutta tropicale e spezie, perfetti per vini bianchi secchi o spumanti.

Le grandi regioni vinicole italiane

Nella nostra boutique, siamo orgogliosi di offrire una selezione esclusiva di vini naturali provenienti dalle grandi regioni vinicole italiane. Ogni bottiglia riflette il carattere unico del suo terroir e la competenza dei viticoltori locali. I nostri vini italiani provengono da quattro regioni principali, che presentiamo di seguito: Lazio, Toscana e Sicilia.

Lazio

Con i suoi 38.700 ettari di vigneti, di cui 16.700 DOP (Denominazione di Origine Protetta), il Lazio è una regione dominata dai vini bianchi. I fertili terreni vulcanici danno origine a vitigni come la Malvasia e il Trebbiano, tipici delle etichette Frascati e Marino, che rappresentano il 95% dei vini DOP della regione. Scopri questi vini autentici, apprezzati per la loro freschezza e leggerezza.
Scopri i nostri vini e scopri di più sulla regione vinicola laziale.

Toscana

La Toscana, famosa in tutto il mondo, vanta 86.000 ettari di vigneti, di cui 20.000 DOP (Denominazione di Origine Protetta). Con l'80% della produzione di vino rosso, questa regione ospita etichette prestigiose come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano. Vitigni come il Sangiovese producono vini ricchi ed eleganti, perfetti per gli amanti delle annate eccezionali. Scopri i nostri vini e scopri di più sulla regione vinicola toscana

Sicilia

Con 140.000 ettari di vigneti, di cui 23.000 DOP (Denominazione di Origine Protetta), la Sicilia offre vini dai profili diversificati. Sebbene il 90% dei vini DOP sia bianco, rossi come quelli a base di Nerello Mascalese e Nero d'Avola seducono per la loro profondità e intensità. I ​​terreni vulcanici dell'isola, in particolare sulle pendici dell'Etna, producono vini dall'eccezionale mineralità. Scopri i nostri vini e scopri di più sulla regione siciliana

Tutto quello che devi sapere sulla gerarchia delle denominazioni vinicole italiane
I vini italiani sono regolati da un complesso sistema di denominazioni che ne garantiscono l'origine, la qualità e l'autenticità. Se vedi termini come DOP, DOC, DOCG, IGP, IGT o semplicemente Vino d'Italia su una bottiglia, ecco una guida dettagliata per comprenderne il significato e le differenze.

1. DOP – Denominazione di Origine Protetta

La DOP, equivalente alla AOP (Denominazione di Origine Protetta) francese, garantisce che tutte le fasi di produzione – coltivazione, trasformazione e produzione – avvengano in una specifica area geografica. Introdotta nel 2010, combina le denominazioni DOC e DOCG. Il disciplinare di produzione DOP è rigoroso e impone criteri precisi su vitigni, tecniche viticole e qualità finale.

2. DOC – Denominazione di Origine Controllata

Istituita nel 1963, la DOC è un'etichetta per vini provenienti da regioni ben definite che rispettano specifici regolamenti. Questi regolamenti riguardano i vitigni autorizzati, le rese per ettaro, le tecniche di vinificazione e i tempi di invecchiamento. L'Italia conta oggi oltre 330 denominazioni DOC. Questi vini riflettono l'identità del loro terroir e sono spesso considerati ambasciatori regionali.

3. DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita

La DOCG rappresenta l'eccellenza dei vini italiani. Introdotta nel 1980, questa classificazione va oltre la DOC imponendo controlli ancora più rigorosi, tra cui:
Degustazione obbligatoria da parte di esperti prima della commercializzazione. Limiti di resa rigorosi per garantire una maggiore concentrazione. L'apposizione di un sigillo numerato su ogni bottiglia per garantirne la tracciabilità.

Solo i vini DOC riconosciuti da almeno cinque anni possono qualificarsi per la denominazione DOCG. L'Italia conta attualmente 77 denominazioni DOCG, tra cui icone come Barolo, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Moscato d'Asti.

4. IGP – Indicazione Geografica Protetta

L'IGP è una designazione europea che garantisce il legame con una specifica area geografica. Introdotta nel 1992, offre maggiore flessibilità ai viticoltori, consentendo la creatività nell'uso di vitigni e tecniche di vinificazione. Questi vini mantengono una forte identità regionale, ma senza i rigidi vincoli della DOP.

5. IGT – Indicazione Geografica Tipica

L'IGT, introdotta nel 1992, è una categoria italiana equivalente all'IGP, ma specificamente pensata per i vini del Paese. Permette ai viticoltori di produrre vini di qualità liberandosi dai vincoli delle DOC o DOCG. È in particolare grazie a questa denominazione che sono nati i famosi Super Tuscan, che combinano vitigni autoctoni e internazionali con tecniche moderne. Le IGT sono perfette per scoprire annate innovative e atipiche.

6. Vino d'Italia

Questa denominazione comprende vini senza una specifica indicazione geografica o denominazione. Le regole sono molto flessibili e stabiliscono solo i criteri di base per la produzione. Sebbene questa categoria sia spesso associata a vini semplici e accessibili, include anche annate di alta gamma prodotte da viticoltori che desiderano liberarsi dai vincoli normativi. Questi vini possono sorprendere per la loro qualità e originalità.

I nostri viticoltori italiani in primo piano: figure emblematiche e impegnate
L'Italia, terra di vigneti ricchi e variegati, è ricca di cantine eccezionali e viticoltori appassionati. Ecco uno sguardo agli artigiani che creano grandi vini italiani, disponibili sul nostro sito web.

Abbazia San Giorgio: l'anima di Pantelleria

Battista Belvisi, l'iconico viticoltore di Pantelleria, incarna l'essenza di quest'isola vulcanica. Nel 2015, insieme a Beppe Fontana, ha fondato Abbazia San Giorgio, un'azienda vinicola artigianale dedita alla viticoltura biologica e biodinamica. Situata nei pressi di Khamma, la tenuta coltiva 3,5 ettari di vecchie viti ad alberello (Patrimonio dell'Umanità UNESCO), principalmente a Zibibbo. I vini sono prodotti in quantità limitate, senza aggiunta di sostanze chimiche o solfiti, e godono di riconoscimenti internazionali.

Scopri i vini di Abbazia San Giorgio e lasciati conquistare dall'autenticità dei terreni siciliani.

Corvagialla: Agricoltura Rigenerativa

Fondata nel 2007 da Béatrice Arweiler nel Lazio, Corvagialla unisce un'azienda agricola biologica a un vigneto. La tenuta pratica un'agricoltura biologica e rigenerativa certificata, con vinificazione spontanea "zero-zero" (senza additivi né solfiti). Dal 2021, Niccolo, figlio di Béatrice, supervisiona la produzione, aderendo a una filosofia sostenibile adattata alle sfide del cambiamento climatico.

Esplora i vini di Corvagialla e immergiti in un mondo in cui tradizione e innovazione si fondono perfettamente.

Franck Cornelissen: I Cru dell'Etna
Franck Cornelissen, insediato sulle pendici settentrionali dell'Etna, pratica un'agricoltura minimalista che rispetta i cicli naturali. Il vigneto si estende su 24 ettari, integrando viti, ulivi e alberi da frutto per ricreare un ecosistema equilibrato. I vini, come il Magma® Rosso, esprimono la profondità minerale dei terreni vulcanici. Le rese sono basse e la vinificazione segue principi naturali, senza additivi né filtrazioni.

Scopri i grand cru di Franck Cornelissen, vere gemme per gli amanti di vini unici e profondi.

Vinicola Gismondi: Tradizione e Autenticità

Dal 2019, Anabel e Antonio Gismondi danno nuova vita alle pendici di Cerreto Sannita, sui Monti Beneventani, nel sud Italia. Su 2 ettari di vigneti biologici, promuovono varietà locali come Malvasia di Candia, Falanghina e Sangiovese. I loro vini catturano l'essenza del loro terroir unico, combinando la freschezza montana e la ricchezza aromatica.

Esplora i vini della Vinicola di Antonio Gismondi, creazioni naturali e autentiche, dove ogni bottiglia riflette la tradizione familiare e il carattere unico delle colline di Cerreto Sannita.

Le Coste: Ecologia e Diversità

Le Coste di Gradoli, fondata nel 2005 nel Lazio da Gianmarco Antonuzzi e Clémentine Bouveron, applica pratiche biodinamiche ed ecologiche. La tenuta di 14 ettari valorizza vitigni autoctoni coltivati ​​su terreni vulcanici. I vini, vinificati in una cantina storica, riflettono freschezza e complessità nel rispetto del terroir.

Esplora i vini del Domaine Le Coste e scopri creazioni in cui la natura è al centro di ogni bottiglia.

Machina Dei Lupi: Lo Spirito della Maremma

Situata in Toscana, Machina Dei Lupi unisce passione e rispetto per il terroir nella viticoltura biodinamica. Senza l'uso di prodotti chimici, la tenuta pratica lunghe macerazioni e vinificazioni spontanee. Ogni bottiglia riflette la mineralità dei terreni e la salinità del clima costiero, catturando l'essenza pura della natura.

Esplora i vini di Machina Dei Lupi e lasciati conquistare dall'eccellenza di questo terroir leggendario.

Silvio Morando: Tradizione e Innovazione in Piemonte

Situata a Vignale Monferrato, la tenuta di famiglia Morando coltiva 15 ettari di vigneti biologici, principalmente Grignolino, Barbera e Bonarda. Le uve vengono raccolte a mano e vinificate in modo naturale. Silvio e Tiziana continuano questa tradizione, innovando al contempo i loro metodi.

Entra nel mondo dei vini di Silvio Morando e vivi la passione del Piemonte.