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Localizzazione e Importanza del Vigneto Italiano
Situata nel cuore del Mediterraneo, tra il 35° e il 47° parallelo nord, l'Italia si estende come uno stivale tra le Alpi a nord e i mari Adriatico, Tirreno e Ionio a sud. Con circa 702.000 ettari di vigneti (2021), l'Italia è uno dei maggiori produttori di vino al mondo, spesso in cima alla classifica, insieme a Francia e Spagna. Ogni regione, dalle montagne del Piemonte alle pianure assolate della Sicilia, coltiva la vite, rendendo il vino un pilastro dell'identità culturale ed economica italiana.
Un'Eredità Millenaria: La Storia Vitivinicola d'Italia I Primi Passi: Gli Etruschi e i Romani La viticoltura italiana affonda le sue radici nell'Antichità, con gli Etruschi che, già nel IX secolo a.C., coltivavano la vite in Toscana e oltre. La loro esperienza sarà arricchita dai Greci, che colonizzarono il sud della penisola e la Sicilia, stabilendo una vera e propria cultura della viticoltura. Sotto il dominio romano (III secolo a.C. – V secolo d.C.), il vino divenne un pilastro della società. I Romani sviluppano tecniche di viticoltura avanzate e diffondono la viticoltura in tutto l'Impero. Il vino, allora spesso speziato o mescolato con acqua, era una bevanda quotidiana, consumata sia dalle élite che dal popolo.
Medioevo: Il Ritiro e la Resilienza
Dopo la caduta di Roma, l'Italia, frammentata politicamente, vede la sua viticoltura ripiegarsi su produzioni locali. Le città mercantili come Venezia e Genova prosperano grazie al commercio dei vini dolci greci, ma ciò non giova ai vigneti italiani. Eppure, in alcune regioni come la Toscana, la viticoltura rimane viva, sostenuta da famiglie influenti e dalla Chiesa cattolica.
Rinascimento: Il Rinnovamento Locale
Nei secoli XV e XVI, l'Italia cerca di compensare la perdita dei vini greci sviluppando i propri vigneti. Venezia investe in regioni come la Valpolicella e il Soave, mentre la Toscana produce vini come il Chianti. Questo rinnovamento rimane tuttavia limitato, i conflitti interni e l'assenza di un potere centrale ostacolano una vera modernizzazione.
Epoca Moderna e Contemporanea: Dalla Crisi alla Rinascita
Il XIX secolo segna una svolta con l'unificazione d'Italia nel 1861. Figure come il barone Ricasoli modernizzano la produzione in regioni chiave come il Chianti. Ma le crisi della fillossera e le guerre mondiali rallentano questi progressi. Nel XX secolo, l'Italia, primo esportatore mondiale di vini entry-level, vive una rivoluzione qualitativa grazie all'introduzione delle classificazioni DOC (1963) e IGT (1992), valorizzando la diversità e l'innovazione.
Clima e Suoli: I Segreti dei Vini Italiani Clima: Una Diversità Propizia
Il clima italiano varia dal nord alpino, con i suoi inverni freddi e le estati calde, alle regioni meridionali, bagnate dal sole e influenzate dal Mediterraneo. Queste differenze climatiche permettono la coltivazione di un'incredibile varietà di vitigni, dai rossi tannici del Piemonte ai bianchi freschi del Veneto, passando per i vini caldi della Sicilia.
Suoli: Una Tavolozza di Terroir
La geologia italiana offre una ricca diversità di suoli: vulcanici intorno all'Etna, calcarei in Toscana, alluvionali nelle pianure del Po e scistosi in zone come le Cinque Terre. Ogni terroir apporta la sua singolarità, producendo vini emblematici come il Barolo, l'Amarone o il Brunello di Montalcino.
Alla Scoperta dei Vitigni: Un Viaggio nel Cuore della Vigna
Il mondo vitivinicolo abbonda di vitigni unici, ognuno dei quali riflette i terroir in cui prospera. Se l'Italia è una terra di accoglienza per molte varietà, alcune di esse hanno origini diverse. Ecco una panoramica di questi vitigni, siano essi locali o adottati, e dei sapori che apportano ai nostri bicchieri.
Vitigni Bianchi
I vitigni bianchi rivelano vini freschi e aromatici, perfetti per gli amanti della leggerezza. In Campania, la Falanghina si distingue per la sua mineralità e i suoi sapori di frutta gialla e fiori delicati, ideale per i piatti mediterranei. In Sicilia, l'Insolia (o Ansonica) seduce con i suoi aromi di noce e la sua bassa acidità, accompagnando a meraviglia crostacei e risotti.
Il Trebbiano, conosciuto come Ugni Blanc in Francia, è uno dei vitigni più coltivati al mondo. Dà vini bianchi secchi, croccanti, con note citriche e minerali. Il Carricante, tipico dei suoli vulcanici dell'Etna, dà aromi di agrumi e fiori bianchi, mentre il Minnella, raro vitigno siciliano, incanta con le sue note di agrumi e frutti bianchi.
Il Procanico, principalmente coltivato in Umbria, è considerato una variante più nobile del Trebbiano Toscano. I suoi vini, fini ed eleganti, rivelano una freschezza sottile, ideale per accompagnare piatti leggeri.
I vitigni più aromatici come lo Zibibbo, della famiglia del Moscato, producono vini bianchi seducenti con aromi di spezie, erbe e frutti tropicali. Infine, il Grechetto, eredità degli antichi Greci, è apprezzato per i suoi vini bianchi ricchi, perfetti con piatti in salsa o formaggi.
Vitigni Rossi Leggeri e Fruttati
I rossi leggeri e golosi propongono vini accessibili e freschi. Il Ciliegiolo, molto presente in Toscana, seduce con i suoi aromi semplici e fruttati, ideali per l'aperitivo. Il Grignolino, originario del Piemonte, propone vini rossi vivaci e leggeri, perfetti per occasioni informali.
La Freisa, anche piemontese, produce vini rossi giovani, a volte frizzanti, caratterizzati da tannini fermi e una bella espressività. In assemblaggio, apporta struttura e carattere, ma può anche essere vinificata per l'invecchiamento.
La Bonarda, versatile e fruttata, è apprezzata per i suoi aromi di bacche rosse e il suo brillante colore rubino. Ideale leggermente fresca in estate, si adatta a stili vari, dai rossi leggeri alle cuvée più strutturate, e accompagna con brio piatti speziati e ricchi.
Vitigni Rossi Potenti e Complessi
I vitigni rossi più intensi presentano vini strutturati e profondi. Il Sangiovese, emblema della Toscana, dà vini rossi iconici come il Chianti o il Brunello di Montalcino, con i loro sapori di ciliegia, prugna ed erbe secche. Spesso assemblato con il Canaiolo, guadagna in morbidezza e rotondità.
Il Nerello Mascalese, nobile vitigno dell'Etna, produce vini rossi eleganti e complessi, spesso associati al Nerello Cappuccio, che aggiunge profondità e ricchezza. In Abruzzo, il Montepulciano si distingue per i suoi ricchi aromi di mandorla, spezie e confettura, e i suoi tannini setosi.
Originario di Bordeaux ma largamente coltivato in Italia, il Merlot è apprezzato per i suoi tannini morbidi e i suoi aromi di ciliegia, cassis, prugna e cioccolato, sia vinificato da solo che in assemblaggio.
La Barbera, emblematica del Piemonte, dà vini rossi vibranti con note di ciliegia e un'acidità rinfrescante. Quanto al Colorino, è spesso utilizzato per rafforzare il colore e la struttura di assemblaggi come il Chianti.
Infine, l'Alicante Bouschet, vitigno a bacca colorata originario della Francia ma coltivato in Italia, si distingue per il suo colore rosso profondo e i suoi aromi di frutti di bosco e cacao, offrendo una potenza visiva e gustativa unica.
Vitigni Aromatici e Dolci
I vitigni aromatici incantano con i loro aromi espressivi. Il Moscato Bianco, celebre per le sue note di pesca, salvia e muschio, brilla in vini dolci o frizzanti come il Moscato d'Asti. La Malvasia, presente in diverse forme, produce vini ricchi con aromi di frutta matura e miele, equilibrati da una bella acidità.
La Malvasia di Candia Aromatica, tipica dell'Emilia-Romagna, è rinomata per i suoi intensi aromi di moscato, frutti tropicali e spezie, perfetta per vini bianchi secchi o frizzanti.
Le Grandi Regioni Vitivinicole Italiane
Nel nostro negozio, siamo orgogliosi di offrire una selezione esclusiva di vini naturali provenienti dalle grandi regioni vitivinicole italiane. Ogni bottiglia riflette il carattere unico del suo terroir e il know-how dei viticoltori locali. I nostri vini italiani provengono da quattro regioni principali che vi presentiamo di seguito: il Lazio, la Toscana e la Sicilia.
Il Lazio
Con i suoi 38.700 ettari di vigneti, di cui 16.700 classificati DOP, il Lazio è una regione dove dominano i vini bianchi. I fertili suoli vulcanici danno origine a vitigni come la Malvasia e il Trebbiano, tipici delle etichette Frascati e Marino, che rappresentano il 95% dei vini DOP della regione. Scoprite questi vini autentici, apprezzati per la loro freschezza e leggerezza.
Scoprite i nostri vini e approfondite la conoscenza della regione vinicola del Lazio
La Toscana
Rinomata in tutto il mondo, la Toscana conta 86.000 ettari di vigneti, di cui 20.000 ettari DOP. Con l'80% di produzione di vini rossi, questa regione ospita etichette prestigiose come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano. I vitigni come il Sangiovese offrono vini ricchi ed eleganti, perfetti per gli amanti dei cru d'eccezione.
Scoprite i nostri vini e approfondite la conoscenza della regione vinicola della Toscana
La Sicilia
Con 140.000 ettari di vigneti, di cui 23.000 classificati DOP, la Sicilia offre vini dai profili vari. Sebbene il 90% dei vini DOP sia bianco, i rossi come quelli derivati dal Nerello Mascalese o dal Nero d'Avola seducono con la loro profondità e intensità. I suoli vulcanici dell'isola, in particolare sulle pendici dell'Etna, danno vini di un'eccezionale mineralità.
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Tutto sulla Gerarchia delle Appellazioni dei Vini Italiani
I vini italiani sono regolamentati da un complesso sistema di appellazioni che ne garantiscono l'origine, la qualità e l'autenticità. Se vedete menzioni come DOP, DOC, DOCG, IGP, IGT o semplicemente Vino d'Italia su una bottiglia, ecco una guida dettagliata per comprenderne i significati e le differenze.
1. DOP – Denominazione di Origine Protetta
La DOP, equivalente all'AOP (Appellation d'Origine Protégée) in Francia, garantisce che tutte le fasi di produzione – coltivazione, trasformazione ed elaborazione – avvengano in una zona geografica precisa. Introdotta nel 2010, raggruppa le etichette DOC e DOCG. Le regole di produzione DOP sono severe, imponendo criteri precisi sui vitigni, le tecniche vitivinicole e la qualità finale.
2. DOC – Denominazione di Origine Controllata
Creata nel 1963, la DOC è un'etichetta destinata ai vini provenienti da regioni ben definite, che rispettano regole precise. Queste regole riguardano i vitigni autorizzati, le rese per ettaro, le tecniche di vinificazione e la durata dell'invecchiamento. L'Italia conta oggi più di 330 appellazioni DOC. Questi vini riflettono l'identità del loro terroir e sono spesso considerati ambasciatori regionali.
3. DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita
La DOCG rappresenta l'eccellenza dei vini italiani. Introdotta nel 1980, questa classificazione va oltre la DOC imponendo controlli ancora più rigorosi, in particolare:
Una degustazione obbligatoria da parte di esperti prima della commercializzazione. Una limitazione rigorosa delle rese per garantire una maggiore concentrazione. L'apposizione di un sigillo numerato su ogni bottiglia per garantirne la tracciabilità.
Solo i vini DOC riconosciuti per almeno 5 anni possono aspirare alla DOCG. L'Italia conta attualmente 77 appellazioni DOCG, tra cui icone come il Barolo, il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino e il Moscato d'Asti.
4. IGP – Indicazione Geografica Protetta
L'IGP è un'appellazione europea che assicura un legame con un'area geografica specifica. Introdotta nel 1992, offre maggiore flessibilità ai viticoltori, consentendo una certa creatività nell'uso dei vitigni e delle tecniche di vinificazione. Questi vini conservano una forte identità regionale, ma senza i rigidi vincoli delle DOP.
5. IGT – Indicazione Geografica Tipica
L'IGT, introdotta nel 1992, è una categoria italiana equivalente all'IGP ma specificamente adattata ai vini del paese. Permette ai viticoltori di produrre vini di qualità pur liberandosi delle restrizioni delle DOC o DOCG. È in particolare grazie a questa appellazione che sono nati i celebri Super Toscani, combinando vitigni autoctoni e internazionali con tecniche moderne. Gli IGT sono perfetti per scoprire cuvée innovative e atipiche.
6. Vino d'Italia
Questa appellazione raggruppa i vini senza indicazione geografica o appellazione specifica. Le regole sono molto flessibili, dettando solo i criteri di base per la produzione. Sebbene questa categoria sia spesso associata a vini semplici e accessibili, include anche cuvée di alta gamma prodotte da viticoltori che desiderano liberarsi dei vincoli normativi. Questi vini possono sorprendere per la loro qualità e originalità.
Zoom sui nostri Viticoltori Italiani: Figure Emblematiche e Impegnate
L'Italia, terra di vigneti ricchi e vari, è ricca di aziende vinicole d'eccezione e di viticoltori appassionati. Ecco una panoramica degli artigiani che forgiano i grandi vini italiani, disponibili sul nostro sito.
Abbazia San Giorgio: L'anima di Pantelleria
Battista Belvisi, viticoltore emblematico di Pantelleria, incarna l'essenza di quest'isola vulcanica. Nel 2015, fonda con Beppe Fontana l'Abbazia San Giorgio, un'azienda artigianale impegnata in una viticoltura biologica e biodinamica. Situato vicino a Khamma, il dominio coltiva 3,5 ettari di vecchie vigne ad alberello (classificate patrimonio UNESCO), principalmente Zibibbo. I vini sono prodotti in quantità limitate, senza prodotti chimici né solfiti, e godono di un riconoscimento internazionale.
Scoprite i vini dell'Abbazia San Giorgio e lasciatevi sedurre dall'autenticità delle terre siciliane.
Corvagialla: Agricoltura Rigenerativa
Fondata nel 2007 da Beatrice Arweiler nel Lazio, Corvagialla combina fattoria biologica e vigneto. L'azienda pratica un'agricoltura rigenerativa e biologica certificata, con vinificazioni spontanee "zero-zero" (nessun apporto o solfito). Dal 2021, Niccolo, figlio di Beatrice, supervisiona la produzione rispettando una filosofia sostenibile, adattata alle sfide del cambiamento climatico.
Esplorate i vini di Corvagialla e immergetevi in un universo dove tradizione e innovazione si armonizzano perfettamente.
Franck Cornelissen: I Cru dell'Etna
Franck Cornelissen, stabilitosi sul versante nord dell'Etna, segue un'agricoltura minimalista che rispetta i cicli naturali. Il vigneto si estende su 24 ettari, integrando vigne, ulivi e alberi da frutto per ricreare un ecosistema equilibrato. I vini, come il Magma® Rosso, esprimono la profondità minerale dei suoli vulcanici. Le rese sono basse e la vinificazione segue principi naturali, senza aggiunte né filtrazioni.
Scoprire i grandi cru di Franck Cornelissen, veri gioielli per gli amanti dei vini unici e profondi.
Vinicola Gismondi: Eredità e Autenticità
Dal 2019, Anabel e Antonio Gismondi danno nuova vita ai colli di Cerreto Sannita, nelle montagne del Benevento, nel sud Italia. Su 2 ettari di vigne biologiche, valorizzano varietà locali come la Malvasia di Candia, la Falanghina e il Sangiovese. I loro vini catturano l'essenza del loro terroir unico, unendo freschezza montana e ricchezza aromatica.
Esplorate i vini della Vinicola di Antonio Gismondi, creazioni naturali e autentiche, dove ogni bottiglia riflette la tradizione familiare e il carattere singolare delle colline di Cerreto Sannita.
Le Coste: Ecologia e Diversità
Le Coste di Gradoli, fondato nel 2005 nel Lazio da Gianmarco Antonuzzi e Clémentine Bouveron, applica pratiche biodinamiche ed ecologiche. Il dominio di 14 ettari valorizza vitigni locali coltivati su suoli vulcanici. I vini, vinificati in una cantina storica, riflettono freschezza e complessità nel rispetto del terroir.
Esplorate i vini del dominio Le Coste e scoprite creazioni dove la natura è al centro di ogni bottiglia.
Machina Dei Lupi: Lo Spirito della Maremma
Insediata in Toscana, Machina Dei Lupi unisce passione e rispetto del terroir in una viticoltura biodinamica. Senza prodotti chimici, il dominio pratica lunghe macerazioni e vinificazioni spontanee.
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Susucaru Rosato Rosé 2021,
Frank Cornelissen
Il colore è rosa intenso, al naso si percepiscono agrumi e fiori bianchi, e al palato è fruttato, denso, fresco e delizioso, con quella delicata nota amarognola e quel tocco malinconico che sono la firma di questo vino. Molti appassionati attendono con impazienza ogni annata di questa cuvée emblematica del maestro dell'Etna, e alcuni non potrebbero immaginare il loro aperitivo senza. Il Susucaru Rosato delizia gli amanti dei rosé e i meno appassionati, chi ha familiarità con i vini naturali e chi è alle prime armi. Possiamo davvero definirlo un rosé? Tecnicamente sì, in termini di gusto e colore, questa piccola meraviglia è sia un rosé che un rosso dissetante. 25% Inzolia, 25% Malvasia, 25% Nerello Mascalese, 25% Moscadella, e tutte le viti crescono direttamente sulle pendici dell'Etna. Una cuvée che rimane fedele a se stessa.
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Frank Cornelissen, figura di spicco e universalmente rispettata nel mondo del vino naturale, è un classico. Quest'uomo instancabile vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir contrastante: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini. La brillantezza, l'integrità e la squisita fruttuosità delle sue annate gli valgono l'ammirazione anche di coloro che sono riluttanti ad accettare il "naturale". Questi sono ottimi vini introduttivi.
La sua azienda siciliana si trova a Passopisciaro, nella valle settentrionale dell'Etna. È, dice, la "Costa della Notte" dell'Etna per la grande diversità dei suoi vini distribuiti in numerose contrade a diverse altitudini. Il clima è continentale e rigido, persino nevoso in inverno, ma molto caldo e soleggiato da giugno a settembre. L'altitudine conferisce ai vini tensione ed eleganza. Le viti coesistono con una coltura mista mediterranea: ulivi, mandorli, orti... (Frank produce anche olio d'oliva). Le viti hanno un'età che va dai quaranta agli oltre cento anni. I diciannove appezzamenti, che coprono ventiquattro ettari in totale, si trovano tutti ad altitudini comprese tra i 600 e i 900 metri, su diverse colate vulcaniche. Sono tutti vinificati separatamente: Frank decide l'assemblaggio in base alla qualità dei vini di ciascun appezzamento. In generale, vengono prodotte sette o otto annate oltre ai vini generici (rosato, rosso base e bianco). I terreni sono composti da diversi tipi di basalto, tra polvere e roccia, con un drenaggio perfetto che consente la produzione di vini concentrati e raffinati. Il Nerello Mascalese domina le varietà di uva della tenuta. Questo grande vitigno rosso tradizionale della valle settentrionale dell'Etna è l'unico utilizzato nelle grandi annate. Il suo ciclo vegetativo è lungo, il che permette alla vite di lavorare il terreno e catturare la sua mineralità nel frutto. Altri vitigni includono: Nerello Capuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Cattaratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante, ecc.
Susucaru Rosato Rosé 2022
Frank Cornelissen
L'assemblaggio del Susucaru Rosato è un omaggio alla Sicilia e all'Etna: 25% Insolia, 25% Malvasia, 25% Nerello Mascalese, 25% Moscadella, e tutte le viti crescono direttamente sulle pendici dell'Etna. Il colore è rosa intenso, al naso si percepiscono agrumi e fiori bianchi, e al palato è fruttato, denso, fresco e delizioso, con quella delicata nota amarognola e quel tocco malinconico che sono la firma di questo vino. Molti appassionati attendono con impazienza ogni annata di questa cuvée emblematica del maestro dell'Etna, e alcuni non potrebbero immaginare il loro aperitivo senza. Il rosato Susucaru delizia gli amanti del rosé e i meno appassionati, sia quelli che si avvicinano al vino naturale che i principianti. Possiamo davvero definirlo un rosé? Tecnicamente sì, in termini di gusto e colore, questa piccola meraviglia è sia un rosé che un rosso dissetante. Una cuvée che rimane fedele a se stessa. "Il nostro rosé", spiega Frank Cornelissen, "è prodotto con la stessa filosofia e le stesse tecniche di vinificazione di tutti gli altri nostri vini: macerazione a contatto con le bucce per la struttura e l'identità territoriale, fermentazione malolattica completamente completata per densità, fluidità e stabilità. Non è solo un vino estivo rinfrescante; è anche un "rosé" che può essere considerato anche un rosso leggero, come un vino del Giura, che si abbina bene a un'ampia varietà di piatti." »
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Figura di spicco e universalmente rispettata nel mondo del vino naturale, Frank Cornelissen è un classico. Quest'uomo instancabile vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir contrastante: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini. La brillantezza, la schiettezza e la squisita fruttuosità delle sue annate gli valgono l'ammirazione anche di coloro che sono restii ad accettare il "naturale". Sono ottimi vini introduttivi. La sua azienda siciliana si trova a Passopisciaro, nella parte settentrionale della valle dell'Etna. È, a suo dire, la "côte de Nuits" dell'Etna per la grande diversità dei suoi vini, distribuiti in numerose contrade a diverse altitudini. Il clima è continentale e rigido, persino nevoso in inverno, ma molto caldo e soleggiato da giugno a settembre. L'altitudine conferisce ai vini tensione ed eleganza. Le viti coesistono con una coltura mista mediterranea: ulivi, mandorli, orti... (Frank produce anche olio d'oliva). Le viti hanno un'età che varia dai quaranta agli oltre cento anni. I diciannove appezzamenti, per un totale di ventiquattro ettari, si trovano tutti ad altitudini comprese tra i 600 e i 900 metri, su diverse colate vulcaniche. Vengono tutti vinificati separatamente: Frank decide l'assemblaggio in base alla qualità dei vini di ciascun appezzamento. In generale, vengono prodotte sette o otto annate oltre ai vini generici (rosato, rosso base e bianco). I terreni sono composti da diversi tipi di basalto, tra polvere e roccia, con un drenaggio perfetto che consente di ottenere vini concentrati e raffinati. Il Nerello Mascalese domina le varietà di uva della tenuta. Questo grande vitigno a bacca rossa tradizionale della valle settentrionale dell'Etna è l'unico utilizzato nelle grandi annate. Il suo ciclo vegetativo è lungo, il che permette alla vite di lavorare il terreno e catturare la sua mineralità nel frutto. Altri vitigni includono: Nerello Cappuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Cattaratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante…
Munjebel Rosso Rouge 2017
Il Munjebel 2017 di Frank Cornelissen è l'espressione più pura del Nerello Mascalese, il vitigno emblematico dell'Etna. Questo vino naturale, senza solfiti aggiunti, nasce da un'attenta miscela di diversi appezzamenti nella valle settentrionale del vulcano, alcuni dei quali danno vita alle annate più prestigiose della tenuta: Zottorinoto-Chiusa Spagnolo, Feudo di Mezzo-Porcaria e Pontale Palino. A questi si aggiungono vigneti specificamente dedicati a questa cuvée, situati sui terroir vulcanici di Rampante, Piano Daini e Crasà.
A prima vista, il suo colore rubino traslucido e la sua radiosità seducono per la loro eleganza. Al naso, il vino rivela un bouquet aromatico intenso e raffinato: frutti rossi selvatici, amarena, lampone, mescolati a sentori di spezie dolci e mineralità affumicata, tipici dei terreni basaltici dell'Etna. Al palato, il Munjebel 2017 coniuga profondità e finezza. Presenta tannini strutturati ma setosi, un'acidità vibrante e una trama quasi ariosa che ricorda certi grandi Borgogna. L'equilibrio tra la ricchezza del frutto maturo e la tensione minerale lo rende un vino di grande complessità e notevole persistenza.
Con il suo notevole potenziale di invecchiamento, questo Munjebel acquisisce profondità con l'invecchiamento, ma può essere degustato già oggi dopo averlo decantato. Servito tra i 16 e i 18°C, si abbina perfettamente a costata di manzo alla griglia, agnello alle erbe selvatiche o risotto ai funghi.
Munjebel Blanc 2019,
Frank Cornelissen
Figura chiave del vino naturale, una figura universalmente rispettata in questa categoria di vini, Frank Cornelissen è un classico. Quest'uomo di incessante ricerca vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir contrastante: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini. La brillantezza, l'integrità e la squisita fruttuosità delle sue annate gli valgono l'ammirazione anche di coloro che sono riluttanti ad accettare il "naturale". Sono ottimi vini per iniziare.
La sua azienda siciliana si trova a Passopisciaro, nella valle settentrionale dell'Etna. È, dice, la "Costa della Notte" dell'Etna per la grande diversità dei suoi vini distribuiti in numerose contrade a diverse altitudini. Il clima è continentale e rigido, persino nevoso in inverno, ma molto caldo e soleggiato da giugno a settembre. L'altitudine conferisce ai vini tensione ed eleganza. Le viti convivono con una policoltura mediterranea: ulivi, mandorli, orti... (Frank produce anche olio d'oliva). L'età delle viti varia dai quarant'anni agli oltre cento anni. Gli appezzamenti, diciannove in numero, su ventiquattro ettari totali, si trovano tutti in quota, tra i 600 e i 900 metri, su diverse colate vulcaniche. Sono tutti vinificati separatamente: Frank decide l'assemblaggio in base alla qualità dei vini di ogni appezzamento. In generale, vengono prodotte sette o otto annate oltre ai vini generici (rosato, rosso base e bianco). I terreni sono composti da diversi tipi di basalto, tra polvere e roccia, con un drenaggio perfetto che consente vini concentrati e fini.
Il Nerello Mascalese domina le varietà di uva della tenuta. Questo grande vitigno a bacca rossa tradizionale della valle settentrionale dell'Etna è l'unico utilizzato nelle grandi annate. Il suo ciclo vegetativo è lungo, il che permette alla vite di lavorare il terreno e catturare la sua mineralità nel frutto. Altri vitigni includono: Nerello Capuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Cattaratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante...
Prodotto su appezzamenti di media quota da Grecanico Dorato e Carricante in parti uguali, negli appezzamenti Calderara, Borriglione, Crasà e Picciolo, questo bianco è molto maturo. Combina una bella concentrazione, freschezza e aromi orientali: fiori d'arancio, gelsomino, albicocca secca. Le viti hanno più di quarant'anni; le uve vengono diraspate, leggermente pigiate e macerate per circa quattro giorni. Nessuna chiarificazione, nessuna solfitazione e una leggera filtrazione prima dell'imbottigliamento. Questo vino si abbina bene a una varietà pressoché infinita di piatti, carne e pesce, ostriche e crostacei, e a tutta la cucina asiatica.
Munjebel Blanc 2020,
Frank Cornelissen
La versione bianca della cuvée Munjebel unisce una splendida concentrazione, freschezza e aromi orientali: fiori d'arancio, gelsomino e albicocca secca. Prodotto su appezzamenti di media altitudine da uve Grecanico Dorato e Carricante in parti uguali, nelle parcelle Calderara, Borriglione, Crasà e Picciolo, questo vino bianco è estremamente maturo. Le viti hanno più di quarant'anni; le uve vengono diraspate, leggermente pigiate e macerate per circa quattro giorni. Nessuna chiarifica, nessuna solfitazione e una leggera filtrazione prima dell'imbottigliamento. Questo vino si abbina a una varietà pressoché infinita di piatti, carne e pesce, ostriche e crostacei, e a tutta la cucina asiatica.
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Frank Cornelissen, figura imprescindibile e universalmente rispettata nel mondo del vino naturale, è un classico. Quest'uomo in costante ricerca vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir contrastante: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini. La brillantezza, la schiettezza e la squisita fruttuosità delle sue annate gli valgono l'ammirazione anche di coloro che sono restii ad adottare il "naturale". Sono ottimi vini per iniziare.
La sua azienda siciliana si trova a Passopisciaro, nella valle settentrionale dell'Etna. È, a suo dire, la "Costa della Notte" dell'Etna per la grande diversità dei suoi vini, distribuiti in numerose contrade a diverse altitudini. Il clima è continentale e rigido, persino nevoso, in inverno, ma molto caldo e soleggiato da giugno a settembre. L'altitudine conferisce ai vini tensione ed eleganza. Le viti convivono con una policoltura mediterranea: ulivi, mandorli, orti... (Frank produce anche olio d'oliva). L'età delle viti varia dai quarant'anni agli oltre cento anni. Gli appezzamenti, diciannove in numero, su ventiquattro ettari totali, si trovano tutti in altitudine, tra i 600 e i 900 metri, su diverse colate vulcaniche. Vengono tutti vinificati separatamente: Frank decide l'assemblaggio in base alla qualità dei vini di ciascun appezzamento. In generale, vengono prodotte sette o otto annate oltre ai vini generici (rosato, rosso base e bianco). I terreni sono composti da diversi tipi di basalto, tra polvere e roccia, con un drenaggio perfetto che consente la produzione di vini concentrati e fini. Il Nerello Mascalese domina le varietà di uva della tenuta. Questo grande vitigno a bacca rossa tradizionale della valle settentrionale dell'Etna è l'unico vitigno utilizzato nelle grandi annate. Il suo ciclo vegetativo è lungo, il che permette alla vite di lavorare il terreno e catturare la sua mineralità nel frutto. Altri vitigni includono: Nerello Capuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Cattaratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante…
Crucella Rouge 2020,
La Vinicola di Antonio Gismondi
Crucella è noto per il suo naso di sottobosco, minerale e terroso, un attacco vivace e acido al palato, frutti rossi, ciliegia al retrolfatto e tannini meno presenti di quanto suggerisca il colore intenso. Sicuramente un buon vino da invecchiamento che sboccerà con il tempo. Unico rosso della tenuta, è un bellissimo blend di Merlot (33%), Sangiovese (34%) e l'antico vitigno autoctono Freisa (33%), che conferisce un leggero sentore di frutta rossa muschiata, ma nel complesso il vino è ben equilibrato. Il raccolto macera per cinque o sei giorni in vasche di acciaio inox, poi il vino affina per sette-dieci mesi nello stesso tipo di vasca.
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L'azienda di Antonio Gismondi si trova a Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, in Campania. Il microclima conferisce a questa zona un'atmosfera quasi continentale: i venti umidi provenienti dal Mar Tirreno si scontrano con i primi bastioni della catena montuosa dell'Appennino, causando condensazione nell'aria e abbassando le temperature, che sono significativamente più fresche e umide rispetto alla costa. Se a ciò si aggiunge il fenomeno dell'inversione termica tra il giorno e la notte, comune nel clima appenninico, la freschezza dei vini della tenuta Antonio Gismondi non ha nulla di misterioso in questo sud Italia, noto tuttavia per il suo clima molto caldo. L'azienda è a conduzione familiare: da generazioni, la famiglia Gismondi coltiva la vite e produce vino secondo i metodi più tradizionali e naturali, a cui si aggiungono tecniche biodinamiche. Per lungo tempo, delle quindici tonnellate di uva prodotte ogni anno, una tonnellata è stata riservata alla vinificazione in loco per il consumo familiare, mentre il resto è stato destinato alla cantina sociale locale. È stato l'incontro con Massimo Marchiori e Antonella di Partida Creus a spingere Antonio e sua moglie Anabel a iniziare a produrre vini naturali in casa, partendo dall'intero raccolto. Il vigneto di due ettari si trova tra i 350 e i 380 metri sul livello del mare, su terreni argillosi e sassosi, con due terzi esposti a sud. I vitigni sono Merlot, Freisa e Sangiovese per i rossi, e Falanghina e Malvasia di Candia per i bianchi.
Magnum Munjebel VA Rosso 2016
Frank Cornelissen
Questo Nerello Mascalese in purezza, prodotto con l'IGP Terre Siciliane, proviene dai terreni basaltici delle tre parcelle più elevate (Vigne Alte) della tenuta Cornelissen, ricche di biodiversità: Tartaraci (1.000 m slm), Monte Dolce (870 m) e Pettinociarelle (890 m). Esprime perfettamente l'eccellenza delle vecchie viti di Nerello Mascalese a piede franco, coltivate sulle alte terrazze della valle settentrionale dell'Etna. È l'annata più borgognona della tenuta, con l'acidità più pronunciata. Una cuvée equilibrata, strutturata, gourmet e di facile beva, offre un frutto ricco e croccante, senza mai risultare troppo facile. Un tocco di freschezza e sapidità tipico della tenuta. Un rosso da tavola perfetto, si abbina bene al pollo arrosto di fattoria. Vino naturale senza solfiti aggiunti.
Susucaru Rosato Rosé 2024
Frank Cornelissen
Con Susucaru Rosato 2024, Frank Cornelissen continua ad ampliare i confini del rosé. Nato sulle pendii vulcanici dell'Etna, questo vino siciliano dal colore tenue e dalle sfumature intense è molto più di un rosé da sete: è un rosé di terroir, complesso, strutturato e profondamente vivo.
Proveniente da un assemblaggio unico di vitigni autoctoni – Nerello Mascalese, Malvasia, Moscadella e Catarratto – vendemmiati a mano, questo vino IGP Terre Siciliane è elaborato senza compromessi: macerazione diraspata di una settimana, fermentazione con lieviti indigeni, nessun additivo enologico e un affinamento di un anno in vasche di epoxy per preservare la purezza del frutto.
Il terroir gioca qui un ruolo fondamentale. I terreni neri vulcanici dell'Etna apportano una tensione minerale sorprendente, quasi salina, che struttura l'insieme. Al naso, si ritrova una grande complessità aromatica: frutti rossi freschi, pepe bianco, petali di rosa essiccati e un tocco leggermente affumicato. In bocca, è un vino strutturato, a metà tra la fluidità di un rosé e la profondità di un rosso leggero. Il finale è lungo, persistente, caratterizzato da un'amarezza nobile e una sensazione quasi tannica.
Susucaru Rosato è un vino camaleontico: perfetto come aperitivo, con grigliate, salumi artigianali, piatti speziati o carni rosse appena scottate. Da servire leggermente fresco, può anche essere conservato qualche anno per rivelare altre sfaccettature. Una cuvée cult, ricercata, al crocevia tra tradizione e sperimentazione.
Munjebel Rosso 2022,
L'essenza tradizionale dell'Etna in una cuvée iconica
Il Munjebel 2022, Nerello Mascalese in purezza, è un vero e proprio omaggio ai terroir unici della valle settentrionale dell'Etna. Prodotto con uve provenienti dai migliori appezzamenti della tenuta (Zottorinoto-Chiusa Spagnolo, Feudo di Mezzo-Sottana, Porcaria) e da vigneti selezionati per questa cuvée (Rampante Sottana, Piano Daini e Crasà), questo vino riflette la visione di Frank Cornelissen di un vino equilibrato, tradizionale e ricco. Vinificato con macerazione diraspata per un mese e affinato brevemente in vasca, coniuga freschezza e maturità.
Un Nerello Mascalese ricco e speziato
Il Munjebel 2022 seduce con il suo colore rubino brillante e profondo. Al naso, rivela accattivanti aromi di spezie, frutti rossi maturi e una mineralità tipica dei terreni basaltici. Al palato, colpisce per la sua elegante struttura e i tannini fini, perfettamente bilanciati da una dolcezza fruttata e da una vibrante freschezza. Il finale, lungo e armonioso, lascia un'impronta speziata e leggermente salina, caratteristica dei grandi vini dell'Etna. Da gustare preferibilmente tra i 14 e i 16 °C, dopo aver decantato per esprimere tutta la sua ricchezza.
Un vino gastronomico per eccellenza
Questo rosso generoso ed equilibrato è il compagno ideale per carni rosse alla griglia o in salsa, stufati dai sapori mediterranei e formaggi stagionati. Si adatta perfettamente a un pasto gourmet, esaltando ogni boccone con la sua complessità aromatica.
Con un potenziale di invecchiamento prolungato, il Munjebel 2022 si distingue come un'interpretazione classica e magistrale del Nerello Mascalese, radicata nella tradizione e valorizzata dall'esperienza di Cornelissen.
Vino Rosso Delle Grotte 2015
Corvagialla
Sangiovese su terreno vulcanico.
Prima annata di Béatrice Artweiller, supervisionata da Gianmarco Antonuzzi di Le Coste. Uve Sangiovese 100% del Lazzo. Affinato 6 mesi in botti di rovere e 6 mesi in bottiglia. Un rosso leggero e floreale.
Vino naturale senza solfiti aggiunti.
Crucella Rouge 2019
La Vinicola di Antonio Gismondi
Unico rosso della tenuta, Crucella è un meraviglioso blend di Merlot, Sangiovese e l'antica varietà locale Freisa, che conferisce un leggero sentore di frutta rossa muschiata, ma con il Sangiovese a dominare. Le uve vengono fatte macerare per cinque o sei giorni in vasche di acciaio inox, poi il vino affina per sette o dieci mesi nello stesso tipo di vasca. Crucella è caratterizzato da un naso di sottobosco, minerale e terroso, un attacco vivace e acido al palato, frutta rossa, ciliegia al retrolfatto e tannini meno presenti di quanto suggerisca il colore intenso. Sicuramente un buon vino da invecchiamento che migliorerà nel tempo.
Vino naturale senza solfiti aggiunti.
Susucaru Rosso Rosso 2024
Frank Cornelissen
Il Susucaru Rosso di Frank Cornelissen, ormai una cuvée di culto, ci porta nel cuore delle terre nere dell'Etna per un'espressione unica del vino rosso naturale siciliano. Prodotto in IGP Terre Siciliane, questa annata 2024 è un assemblaggio di Nerello Mascalese, Nerello Capuccio, Minnella, Alicante Bouschet e Uva Francesa, coltivati con agricoltura biologica su terreni vulcanici ad alta quota.
Un vino naturale, preciso e profondo
Le uve vengono diraspate e poi macerano per un mese, prima della fermentazione con lieviti indigeni senza aggiunta di coadiuvanti enologici. L'affinamento si protrae per un anno in vasche di resina epossidica, un materiale neutro che permette di preservare l'integrità del frutto e la finezza del terroir. Qui, tutto è fatto per tradurre la mineralità e la tensione delle pendici dell'Etna, pur mantenendo una notevole bevibilità.
Tra finezza e struttura La sua intensità floreale e fruttata si esprime con note di violetta, frutti neri, spezie dolci e un leggero sentore affumicato. Al palato, la trama è tannica ma fluida, con un attacco vivace, un cuore generoso e un finale pepato, salino, pieno di energia. Lo stile è al tempo stesso rustico e moderno, elegante ma senza artifici.
Decantare e condividere Servire decantato per 30 minuti, tra 16 e 18 °C. Susucaru Rosso si abbina bene a piatti saporiti, carni rosse, grigliate, salumi, o semplicemente come aperitivo per chi ama i rossi naturali con una forte personalità. Potenziale di invecchiamento: fino a 5 anni.
Vino Bianco Blanc 2022,
Corva Gialla
Cuvée bianca emblematica dell'Azienda Corva Gialla, il Vino Bianco viene prodotto solo nelle annate migliori. Fresco e fruttato, questo Vino da Tavola offre un colore giallo dorato con riflessi ambrati e un naso sorprendentemente ricco di frutta esotica. Fiori bianchi, erbe mediterranee, frutta candita... E nonostante questa opulenza aromatica, al palato il vino si rivela pulito, sapido, minerale e intenso, e si distingue per la sua sapidità dovuta ai terreni vulcanici. Tutto ciò lo rende un vino equilibrato, adatto a tutte le occasioni. Il Vino Bianco è un blend di tre vitigni: Grechetto, Trebbiano e Procanico. Proviene da viti di età diverse, piantate a 450 metri di altitudine su un appezzamento di terreno vulcanico esposto a ovest. La vendemmia viene effettuata a mano e diraspata. Viene preparato un piccolo pigiadiraspatore, mentre il resto del raccolto viene pigiato direttamente e aggiunto al pigiadiraspatore. Il tutto fermenta e riposa in vasche di vetroresina fino all'imbottigliamento a marzo.
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L'Azienda Corva Gialla è un'azienda vinicola nel Lazio, situata ai margini dell'Umbria, nell'Alta Tuscia Viterbese. Una regione vulcanica considerata una delle più belle d'Italia e caratterizzata dai suoi calanchi, alte formazioni rocciose di tufo che delimitano profonde valli scavate da numerosi torrenti e torrenti. Corva Gialla si trova a Lubriano, di fronte a Civita di Bagnoregio. L'Alta Tuscia è una fucina di giovani talenti vitivinicoli dediti alla natura che stanno valorizzando questi territori trascurati nel corso della storia. Fondata nel 2017, la tenuta si estende su quattro ettari coltivati da Beatrice Arweiler, originaria di un'altra regione vinicola, tra il Reno e la Mosella. La nuova proprietaria ha anche piantato un uliveto (varietà Frantoio e Leccino) e ha trasformato la tenuta in un sistema misto coltivazione-allevamento. Le viti sono state piantate con l'aiuto di Gian Marco Antonuzzi, della tenuta Le Coste. Il terreno vulcanico friabile si presta magnificamente alla viticoltura e alla coltivazione di varietà come Grechetto d'Umbria, Trebbiano, Vermentino, Sangiovese e Ciliegiolo. I vini della tenuta sono quintessenzialmente italiani, il che significa che sono creati principalmente per il piacere. Sono schietti, profondi e facili da bere, ed esprimono la forte mineralità dei loro terreni.
Munjebel MC Rouge 2016, Frank Cornelissen
Questo Nerello Mascalese in purezza proviene dalla Contrada Monte Colla, un appezzamento terrazzato molto scosceso, con una magnifica esposizione al sole e al vento, proprio di fronte all'Etna. Il terreno è argilloso-sabbioso. Le viti, piantate nel 1946, producono un vino ricco, potente ed elegante. È un po' come l'eremo dell'Etna. La vendemmia viene diraspata e leggermente pigiata, poi macerata per sessanta giorni. Nessuna chiarifica, filtrazione prima dell'imbottigliamento.
Vino naturale senza aggiunta di solfiti.
Plenus Bianco 2015
Azienda Agricola Marina Palusci
Terroir, parcella e vitigno
Il Plenus 2015 nasce nelle terre vive d'Abruzzo, a Montepulciano d'Abruzzo, dove il vitigno Pecorino trova un'espressione singolare. Su terreni argilloso-calcarei, questa varietà autoctona dispiega una materia generosa, sostenuta dall'energia minerale del terroir. È un vino di luogo, plasmato dalle curve delle colline italiane e dalla mano discreta delle squadre dell'Azienda Marina Palusci.
Metodi colturali
Qui, la vite cresce liberamente, senza concimi chimici né prodotti di sintesi. Massimiliano D'Addario coltiva con pazienza e convinzione, nel rispetto totale del vivente. La vendemmia, condotta con cura, è seguita da una vinificazione il più naturale possibile: fermentazione spontanea, affinamento prolungato di oltre dodici mesi, nessun'aggiunta di solfiti in nessun momento. Il vino viene imbottigliato con un tappo a vite, scelta pragmatica per preservarne la brillantezza originale.
Degustazione & abbinamenti
Nel bicchiere, il Plenus 2015 rivela una tavolozza aromatica tanto ricca quanto sfumata: pesca bianca, timo fresco, pepe bianco, agrumi canditi, mela cotogna, mandorla tostata, e un tocco brioche che tradisce la sua evoluzione lenta e aggraziata. Il palato è ampio, vibrante, attraversato da un'acidità vivace e una mineralità affumicata, come un soffio di roccia calda. Un vino bianco naturale espressivo, elegante e un po' indisciplinato, ideale per gli amanti dei vini dal carattere libero. Accompagna a meraviglia un pollame succoso, formaggi stagionati o frutti di mare iodati. Da gustare tra i 10 e i 12 °C, o da dimenticare in cantina ancora per qualche anno.
Magma Rouge 2020
Cornelissen
Magma è il classico grand cru rosso di Frank Cornelissen. Prodotto con metodo biologico (etichetta Eurofeuille) e biodinamico, e classificato come DOP (AOP) Sicilia-IGP Terre Siciliane Nerello Mascalese, è un vino da invecchiamento, prodotto solo nelle grandi annate, al raggiungimento della maturità fenolica. Proviene da vecchie viti di Nerello Mascalese a piede franco, impiantate nel 1910 in contrada Barbabecchi, a 910 metri di altitudine, rinomate per catturare i primi raggi di sole nel fresco del mattino.
Vinificazione
Questo vino naturale, biologico e biodinamico è ottenuto da sessanta giorni di macerazione delle bucce di uve diraspate e leggermente pigiate. Nessuna chiarifica, nessuna aggiunta di solfiti. Leggera filtrazione prima dell'imbottigliamento.
Degustazione
Il magma restituisce la notevole profondità del Nerello Mascalese. Ricco ed elegante, dalla trama densa, ha carattere, personalità e grande finezza. Più minerale che fruttato, offre note di frutti secondari (mora, prugna) e tannini fusi. Questo grande vino richiede grandi piatti: consigliamo stufato di manzo o coq au vin. Pensate quindi a una lattina di Isabelle Leydier Delavallade o di Fermiers du Bord de Sèvre.
Scoprite di più su Frank Cornelissen
Figura chiave e universalmente rispettata nel mondo del vino naturale, biologico e biodinamico, il belga Frank Cornelissen, un viticoltore conquistato dalla Sicilia, è un classico. Quest'uomo instancabile vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini.
Un terroir ideale per la vinificazione parcellare
A Passopisciaro, in Sicilia, nella parte settentrionale della valle dell'Etna, i 19 appezzamenti coprono 24 ettari di terreni basaltici distribuiti in numerose contrade tra i 600 e i 900 metri sul livello del mare, sul fianco del vulcano. È, come dice Frank Cornelissen, la "Costa Notturna della Sicilia". Le contrade di Frank Cornelissen sono tutte coltivate biodinamicamente e vinificate separatamente: decide gli uvaggi in base alla qualità di ciascuna.
La nobiltà del Nerello Mascalese
Il Nerello Mascalese è la varietà dominante e da solo compone le annate migliori. Questo vitigno a bacca rossa tradizionale della valle settentrionale dell'Etna produce vini iperminerali grazie al suo lungo ciclo vegetativo. Altri vitigni presenti in azienda: Nerello Capuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Catarratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante…
Magnum Munjebel Blanc 2020,
Frank Cornelissen
La versione bianca della cuvée Munjebel unisce una splendida concentrazione, freschezza e aromi orientali: fiori d'arancio, gelsomino e albicocca secca. Prodotto su terreni di media altitudine da uve Grecanico Dorato e Carricante in parti uguali, nelle parcelle Calderara, Borriglione, Crasà e Picciolo, questo vino bianco è estremamente maturo. Le viti hanno più di quarant'anni; le uve vengono diraspate, leggermente pigiate e macerate per circa quattro giorni. Nessuna chiarifica, nessuna solfitazione e una leggera filtrazione prima dell'imbottigliamento. Questo vino si abbina a una varietà pressoché infinita di piatti, carne e pesce, ostriche e crostacei, e a tutta la cucina asiatica.
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Frank Cornelissen, figura imprescindibile e universalmente rispettata nel mondo del vino naturale, è un classico. Quest'uomo in costante ricerca vive in risonanza umana e cosmica con il suo terroir contrastante: ha dimostrato che la potente mineralità di un grande suolo vulcanico può essere esaltata dalla naturalezza dei suoi vini. La brillantezza, la schiettezza e la squisita fruttuosità delle sue annate gli valgono l'ammirazione anche di coloro che sono restii ad adottare il "naturale". Sono ottimi vini per iniziare.
La sua azienda siciliana si trova a Passopisciaro, nella valle settentrionale dell'Etna. È, a suo dire, la "Costa della Notte" dell'Etna per la grande diversità dei suoi vini, distribuiti in numerose contrade a diverse altitudini. Il clima è continentale e rigido, persino nevoso, in inverno, ma molto caldo e soleggiato da giugno a settembre. L'altitudine conferisce ai vini tensione ed eleganza. Le viti convivono con una policoltura mediterranea: ulivi, mandorli, orti... (Frank produce anche olio d'oliva). L'età delle viti varia dai quarant'anni agli oltre cento anni. Gli appezzamenti, diciannove in numero, su ventiquattro ettari totali, si trovano tutti in altitudine, tra i 600 e i 900 metri, su diverse colate vulcaniche. Vengono tutti vinificati separatamente: Frank decide l'assemblaggio in base alla qualità dei vini di ciascun appezzamento. In generale, vengono prodotte sette o otto annate oltre ai vini generici (rosato, rosso base e bianco). I terreni sono composti da diversi tipi di basalto, tra polvere e roccia, con un drenaggio perfetto che consente la produzione di vini concentrati e fini.
Il Nerello Mascalese domina le varietà di uva della tenuta. Questo grande vitigno a bacca rossa tradizionale della valle settentrionale dell'Etna è l'unico vitigno utilizzato nelle grandi annate. Il suo ciclo vegetativo è lungo, il che permette alla vite di lavorare il terreno e catturare la sua mineralità nel frutto. Altri vitigni includono: Nerello Capuccio, Minella Bianco, Minella Nera, Alicante Bouschet, Malvasia, Cattaratto, Moscadella, Grecanico Dorato, Carricante…
Le Coste Rouge 2010
Le Coste
Le Coste Rosso è un blend di Grechetto e Sangiovese coltivati nei terreni basaltici dell'Azienda Le Coste. Con una piacevole acidità, fresco e puro, è un ottimo vino da tavola per tutte le occasioni, proprio come sanno fare gli italiani: piacere al 100%. Intensamente appagante.
Un vino naturale senza solfiti aggiunti.
Vino Rosso Cereza Rouge 2016
Corvagialla
Questo Ciliegiolo in purezza proviene da viti piantate a 450 metri di altitudine su un appezzamento di terreno vulcanico esposto a ovest. La vendemmia avviene con la diraspatura e la macerazione per circa tre settimane, con rimontaggi o follature giornaliere secondo necessità. L'affinamento avviene per sei mesi in botti di castagno.
Un vino naturale senza aggiunta di solfiti.