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Esaurito
€25,00
Prezzo unitario perAmpio
Legnoso
Complesso
Floreale
Spese
Fruttato
Glouglou
Leggero
Liquoroso
Minerale
Ossidativo
Stillante
Potente
Rotondo
Salinità
Sec
Tannico
Teso
Nel cuore del Languedoc-Roussillon, tra la garriga selvaggia e le terre sassose bagnate di luce, L'Oublié 2021 racconta una storia di tempo, sole e memoria. Questa cuvée rossa tranquilla, firmata Mas Coutelou, nasce da un assemblaggio di Syrah, Carignan e Cinsault, tre vitigni profondamente radicati nella storia vitivinicola del Sud. Ciascuno porta la sua voce a questo coro mediterraneo: la Syrah per la struttura e le spezie, il Carignan per la profondità e la grana della buccia, il Cinsault per la freschezza e la rotondità fruttata. Ma ciò che rende L'Oublié unico è la sua paziente costruzione: una solera, o "perpetua", nutrita di vini provenienti da undici annate diverse, tra cui un Carignan del 2001, il primo anello di una memoria vivente.
Jeff Coutelou, figura libera e ispirata del vino naturale, coltiva le sue viti secondo i principi dell'agricoltura biologica certificata. Al Mas Coutelou, ogni vite è curata come un individuo, ogni suolo rispettato come un organismo vivente. Nessun apporto chimico, nessun compromesso: la natura si esprime senza filtri, e il vino diventa compagno del vivente. La vinificazione segue la stessa filosofia senza artifici. Nessun solfo aggiunto, nessuna correzione. Sono il frutto, il tempo e l'energia delle annate passate a plasmare questa rara cuvée. Il processo di solera, raramente utilizzato nel vino rosso tranquillo, apporta qui una complessità quasi mistica, dove ogni annata arricchisce la successiva, in un ciclo infinito di trasmissione e profondità.
L'Oublié 2021 si apre come una porta verso un altrove caldo e avvolgente. Il naso è una passeggiata sensoriale: cuoio patinato, frutti neri maturi, lampi di frutti rossi, liquirizia dolce, sentori di spezie orientali… In bocca, è una materia densa, solare, carnosa, ma senza pesantezza. L'energia del vino è palpabile, quasi vibrante. L'ampiezza si unisce a una tensione viva, come se le annate antiche infondessero saggezza ed equilibrio alle più giovani. È un vino che racconta una storia ad ogni sorso, una memoria trasmessa dal fondo delle botti.
A tavola, accompagna meravigliosamente una costata di manzo alla griglia, una spalla d'agnello confit o un tagliere di salumi pregiati. Ma sa anche bastare a se stesso, come vino da meditazione, da gustare lentamente, alla luce di una sera d'estate.
L'Oublié non è un vino come gli altri. È un manifesto sensoriale, un'opera collettiva del tempo e della terra, firmata da un vignaiolo visionario. Una bottiglia rara, profonda, che merita che si prenda il tempo… di non dimenticarla.