I Sorridenti

Les Souriants

Il Domaine Les Souriants, nato dall'unione di Maxime Troncy e Damien Polosse, coltiva 18 ettari in regime biologico nel nord del Beaujolais. Gamay, Chardonnay, ma anche Roussanne o Gewurztraminer compongono la loro tavolozza vivace e creativa. Ogni vino, vinificato naturalmente, esprime un terroir, una storia e una bella voglia di condivisione.

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Cuvée YARD Rosso 2022
Les Souriants

Cuvée YARD Rosso 2022

€18,50

Domaine Les Souriants

Dove?

Il Domaine Les Souriants è nato nel 2021 da una nuova spinta familiare e fraterna: quella di Maxime Troncy, viticoltore radicato nel Beaujolais, e di suo cognato Damien Polosse, venuto a infondere un'energia creativa in questa avventura già ben radicata. In origine, era Maxime a coltivare le vigne a suo nome. L'associazione con Damien ha dato un'altra dimensione al progetto: un domaine ripensato a quattro mani, dove la gioia di vivere, il rispetto del vivente e il piacere del vino condiviso sono diventati pilastri fondanti. Insieme, hanno ribattezzato il domaine "Les Souriants", come una promessa semplice e sincera: quella di vini che fanno venire voglia di brindare, di vivere, di condividere.

Maxime apporta la sua profonda conoscenza del terroir, il suo senso dell'osservazione e il suo gusto per gli equilibri giusti. Damien, invece, incarna la curiosità, il desiderio di sperimentare senza mai tradire l'autenticità del vino. La loro complicità si percepisce in ogni cuvée: vini vivi, gioiosi, sinceri, a immagine di coloro che li producono.

Terroir, parcelle e vitigni

Il Domaine Les Souriants si estende oggi su 12-13 ettari di vigneti, rispetto ai 18 precedenti. Una riduzione ponderata, per concentrarsi sui terroir più belli e accompagnare ogni vite con maggiore cura. Questa scelta segna un passo avanti verso una viticoltura precisa, esigente, profondamente rispettosa del vivente.
Situati nel nord del Beaujolais, al confine con la Borgogna, i vigneti poggiano su tipici terreni granitici, ma anche calcarei in alcune zone, offrendo tensione e finezza ai vini. Il Gamay domina, in particolare a Chénas e Moulin-à-Vent, regalando rossi freschi, speziati e profondi. Lo Chardonnay, invece, produce bianchi luminosi, tra fruttato delicato e vivacità.
Sempre alla ricerca di libertà, Maxime e Damien hanno piantato anche alcuni vitigni inaspettati – Roussanne, Gewurztraminer – per esplorare altre espressioni, senza mai tradire l'identità del luogo. Intorno ai vigneti, alberi, siepi, pecore e maiali kune-kune compongono un ecosistema vivente, dove la biodiversità veglia tanto quanto il vignaiolo.

Metodi di coltivazione

Il domaine è certificato in agricoltura biologica, ma l'impegno va ben oltre l'etichetta. Qui, la vigna viene lavorata con pazienza, ascolto e buon senso. Il terreno è aerato delicatamente, i trattamenti sono limitati allo stretto necessario, gli equilibri naturali sono favoriti. La biodiversità è vista non come un ideale, ma come una realtà quotidiana da mantenere.
La vendemmia è manuale, al momento più giusto. Ogni gesto è pensato per accompagnare l'uva, non per forzarla. È una viticoltura di prossimità, esigente e umile, guidata dall'idea che il vino si fa prima nella vigna, con il passare delle stagioni.

Vinificazione

In cantina, Maxime e Damien prolungano il loro approccio sensibile: tutte le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, quelli che abitano naturalmente le uve e le cantine. Nessun artificio, nessuna ricetta predefinita. Ogni cuvée nasce da un dialogo tra l'uva, l'annata, il contenitore e l'intuizione dei viticoltori.
Le macerazioni vengono adattate caso per caso, per rispettare la materia e lasciarla esprimere senza fretta. Gli affinamenti avvengono in vasche di acciaio inox o in botti, a seconda delle esigenze di ogni vino, senza dogmi né sistematicità. L'idea non è quella di lasciare un segno, ma di rivelare un'identità.

I vini

I vini del Domaine Les Souriants brillano per la loro luminosità e sincerità. I rossi in Gamay affascinano con il loro fruttato netto, le note di ciliegia, pepe dolce, e quella freschezza gioiosa che li rende immediatamente accessibili. Si abbinano magnificamente a una cucina semplice e generosa: taglieri, terrine, carni alla griglia o piatti da bistrot.
I bianchi in Chardonnay sono cesellati, luminosi, con aromi di fiori bianchi, pera, a volte un tocco salino nel finale. Si invitano sia all'aperitivo che a tavola, con pesce, pollame o formaggi di capra stagionati.
Quanto alle cuvée più rare – come quella in Pinot Noir, delicata e setosa, o quelle provenienti da vitigni più esotici per il Beaujolais – esse testimoniano la libertà creativa del domaine e il desiderio di far sorridere le papille gustative tanto quanto i volti.

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