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Tannico
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Nato sulle terre vive del Beaujolais, la cuvée Ambre Dissous 2020 di La Tribu Alonso è un rosso a parte, un vino di carattere che rompe con i codici stabiliti. Se il Gamay è qui protagonista, si tratta di un Gamay insolito, proveniente da vitigni tintori – una rarità nella regione. Questa scelta audace dà vita a un colore di una profondità accattivante, quasi torbido come un inchiostro di mistero, e annuncia già un'espressione singolare del terroir.
Il vigneto si estende su terreni granitici tipici del Beaujolais, in una zona dove si avvertono le influenze del vicino Rodano, portando note più scure, speziate, e una gradita tensione. È una terra di contrasti, tra freschezza del nord e generosità del sud, che La Tribu Alonso ha saputo domare con una sensibilità rara.
La Tribu Alonso è innanzitutto una filosofia. Quella di un ritorno all'essenziale, di un lavoro in simbiosi con la natura, lontano dagli artifici. Le viti sono coltivate senza input chimici, nel rispetto del vivente, dei cicli lunari e delle energie del luogo. Qui, ogni grappolo viene raccolto a mano, con un gesto quasi rituale, poi vinificato con il minor intervento possibile. La fermentazione avviene naturalmente, i lieviti indigeni prendono le redini per esprimere al meglio l'identità dell'uva e del suo terroir.
Questo approccio artigianale dà un vino libero, vibrante, senza trucco, dove il vitigno può cantare senza stonature. Ambre Dissous è il riflesso di una natura assunta, a volte selvaggia, ma sempre sincera.
Nel bicchiere, Ambre Dissous 2020 seduce subito con il suo colore profondo, quasi violaceo, annunciando un vino dal carattere deciso. Il naso è un poema di spezie: pepe nero appena macinato, chiodi di garofano, con in filigrana una delicata nota di violetta, sottile richiamo alle influenze del Rodano. In bocca, la struttura è affermata, i tannini ben presenti ma elegantemente levigati, offrendo una sensazione al palato al tempo stesso ferma e setosa.
Questo vino non è lì per lusingare, interpella, interroga, invita alla contemplazione. Lo si immagina sia come aperitivo, per stimolare le papille gustative, che a tavola, in compagnia di una cucina generosa: una costata di manzo frollata, un tajine d'agnello con prugne, o anche un risotto ai funghi selvatici.
Ambre Dissous è un vino da condividere, ma anche da meditazione. Una bottiglia che racconta una storia, quella di un vitigno marginalizzato, di un terroir reinventato, e di una tribù che, lontano dai sentieri battuti, traccia la propria strada con cuore e convinzione.